Allattamento al seno Liquid Love

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Mete Adahy a tre mesi, in montagna

L’esperienza più intensa del mio percorso di mamma, finora, è l’allattamento al seno. E’ la cosa più bella, intensa, difficile, meravigliosa, impegnativa che io abbia mai fatto. Devo dire che quando guardo Mete, più che balenarmi il pensiero “l’ho creato io, dentro la mia pancia, per nove mesi” che pur è un pensiero che mi sovviene, penso, con estremo stupore: l’ho fatto diventare io così. Con la sola imposizione delle mie tette :p. A parte le battute è incredibile: questo vitellozzo cresce a ritmi vertiginosi, in tutto e per tutto, peso , lunghezza, capacità cognitive, connessione, e tutto questo grazie soprattutto all’amore liquido che lo raggiunge. E’ un legame profondo, intenso, che si crea e che lega mamma e bambino in un caldo abbraccio. Per allattamento al seno intendo allattamento a richiesta.

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Mete ad 1 ora di vita
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Poppata durante il primo mese di vita

Ma l’allattamento non è solo meraviglia e non è facile. Come già detto in altri post su altri argomenti, le cose facili hanno preso piede perché altre cose, seppur migliori qualitativamente, necessitano di più impegno, attenzione, supporto, e la società odierna non eccelle di certo in questi aspetti. Mi riferisco qui al latte artificiale, che non sto demonizzando – ben venga qualora sia necessario ,anche se io preferirei l’esistenza di una banca del latte a rete nazionale così come esiste negli USA, dove mamme che possono tirano il proprio latte donandolo a mamme che non possono allattare: del resto, quale latte migliore di quello designato dalla natura stessa a quel cucciolo? Se avessi avuto problemi con il mio latte, avrei certamente preferito poter dare il latte di un’altra donna piuttosto che quello vaccino/artificiale. Questo mi da modo di sottolineare come ogni mammifero allatti il proprio cucciolo, ivi comprese le mucche, anche se nell’immaginario collettivo odierno le vacche producono il latte…perchè sì, per noi! La verità è che le mucche vengono stuprate, ingravidate ed infine private del cucciolo appena nato (che se maschio verrà destinato al macello) affinché nemmeno una goccia del suo prezioso latte non finisca in cassa. Se già prima stavo male a questo pensiero da quando sono madre provo vero orrore a pensare alla sofferenza delle mucche, a parte per il cucciolo, per la loro forzata prigionia (scordatevi i pascoli verdi con le felici mucche) , per la mungitura meccanica (non penserete che vengano munte a mano quel tanto che basta), per le mastiti e le infezioni a cui vanno incontro per le quantità mostruose di latte che vengono costrette a produrre, tant’è vero che una mucca che in natura vivrebbe 15-20 anni dopo 5 anni è da “rottamare” e viene mandata al macello. E tutto questo per un latte che non ci fa nemmeno bene! (vedi tabella qui sotto). Se vi dicessi di bere latte di cane o latte di scimmia sareste disgustati, invece per il latte di mucca va tutto bene. Ma è solo perchè è una ABITUDINE, rifletteteci. Lo so, queste parole sono scomode, ma la verità non lo è forse sempre- o quasi? 😉

latti

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Partiamo dal presupposto che tutti i mammiferi producono latte per il proprio cucciolo. E noi umani non facciamo differenza. Tutte le donne hanno il latte, a parte pochi, eccezionali casi. E’ ovvio che ci vogliono le condizioni e il supporto necessario affinché tutto avvenga nella maniera in cui deve avvenire. L’allattamento è un mix di ormoni ma è soprattutto un neonato che succhia. Tanto più vi sarà suzione, tanto più la mamma produrrà latte. La mia esperienza da questo punto è stata rosea: Mete è un tettariano nato, non appena l’ho attaccato, l’ha fatto in maniera eccelsa e ha subito iniziato a succhiare. Nel giro di poche ore avevo una montata lattea da paura, da che sono una che ha la prima, sono passata ad una quinta e il mio seno  gocciolava colostro da tutte le parti. Ricordo che quando ho visto Mete succhiare ho capito quello che mi diceva la Doula, cioè che i bambini fanno tutto loro, sanno loro cosa fare.

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The dark side of the moon…. Per i primi giorni beh, il corpo deve fare questo immenso processo di adattamento. Esce dal parto, qualunque esso sia stato, che è stato un grande evento (abbiamo dato alla luce una nuova vita!) e ora vi è un mix di ormoni che lavora affinché si proceda con l’esogestazione. Al secondo o terzo giorno ricordo che il capezzolo del seno sinistro (che sembrava essere il preferito di Mete) aveva iniziato a farmi male, e mi ero accorta che stavano iniziando dei taglietti sulla pelle. Così lo attaccavo meno e a quel punto il seno ha iniziato a dolermi tutto, perché si stava ingolfando con tutta quella montata lattea. L’ostetrica mi fece quindi vedere come spremere il latte da sola, ma questo procedimento non funzionava nel mio caso. Io non ero molto brava a spremerlo e mi faceva veramente male. Al quarto giorno venne la Doula, che dopo avermi controllata mi disse che non avevo le tante temute ragadi ma che si, il mio capezzolo era sofferente e si era un po’ tagliato perché si stava adattando alla suzione del neonato (i neonati succhiano con una forza incredibile, in effetti) e che dovevo stringere i denti e attaccare il bambino e sarebbe passato tutto nel giro di poco. Mi consigliò anche di togliere reggiseno e coppe assorbilatte, che mi davano un fastidio tremendo essendo io senza reggiseno da ormai non so quanti anni. Mi disse che dovevo tenere il seno all’aria il più possibile, senza fargli prendere freddo, di fare delle docce con il getto caldo su di esso e di attaccare Mete tenendo duro. Così feci e SIA LODE ALLA DOULA perché nel giro di un paio, massimo tre giorni, tutto si normalizzò. Il mio seno da allora ha gocciolato ancora,soprattutto i primi tre mesi, ma in misura molto minore. In realtà gocciolava quando era super carico di latte oppure quando avevo degli abiti che sfregavano troppo contro il capezzolo. E i tagli sono appunto guariti dopo aver tenuto duro quei due giorni che si, sono stati duri, attaccare Mete nonostante il dolore non è stato facilissimo, ma avevo il supporto psicologico di mia madre, il suo compagno (che si sono fatti 1100 km per stare 6 gg con noi ad aiutarci e lasciarci liberi di conoscere Mete) e il mio Matteo, oltre che il supporto fisico visto che io dovevo “solo” occuparmi di Mete e loro facevano il resto. Quei primi, delicatissimi giorni quando tuo figlio viene al mondo, sarebbe buona cosa viverseli in intimità, con calma. Siamo tutti sballottati, chi perché è venuto al mondo, chi perché ha dato alla luce, chi perché ha accompagnato per tutti quei mesi entrambi. La mamma ha bisogno di scoprirsi appunto, Mamma, perché nasce un bambino ma nasce anche una mamma. Abbiamo bisogno di persone care e amorevoli che ci lascino lo spazio per poter assaporare questi brevi, intensi momenti.

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Altro aspetto fondamentale è il fatto che l’allattamento a richiesta è un grande, grosso impegno. Fisico e psicologico. Esiste un hashtag su IG, che si chiama #feedingwithlovesubmission. E anche qui, una volta iniziato ne ho compreso appieno il significato. Vuol dire arrendersi con amore e consapevolezza alla necessità del bimbo, che, credetemi, sarà una necessità costante. Mete ha sempre poppato ogni due ore la notte e fino ai 7 mesi anche di giorno. E’ ovvio che questo è super impegnativo. Sono scelte. Ognuno fa le proprie. Io non potrei cambiare o fare diversamente, perché questo va bene per me, per noi. La stanchezza è uno stato che va e viene, non è una costante. Abbiamo grandi risorse e un corpo fantastico. Quello che dobbiamo fare è supportarlo con del sano cibo, dell’attività fisica come lo yoga e soprattutto non temere nel chiedere il supporto di persone amiche, o figure come l’ostetrica e la doula, che potranno farci consulenza e darci il supporto che meritiamo e necessitiamo per questa fase della nostra vita.

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In Africa, dei neonati, si dice che… “It takes a village.”

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In definitiva:

  • per allattare bene è fondamentale pensare anche a che tipo di travaglio- parto si vuole fare, essendo essi fondamentali nel rilascio di ormoni che supportano e avviano l’allattamento in maniera fisiologica
  • se si hanno dolori ai capezzoli, ingorghi, problemi di allattamento, è bene contattare qualcuno che abbia già esperienza o figure apposite come ostetrica e doula. Solitamente significa che il bambino si attacca male, non vi sono altri motivi in particolare per soffrire di cose come ragadi o mastiti. (io ho utilizzato questo prodotto durante il periodo in cui mi doleva il capezzolo Olio gel )
  • c’è bisogno di supporto da parte del partner e/o della famiglia per poter allattare: è una cosa impegnativa e soprattutto i primi tempi c’è la necessità di focalizzarsi su questo (fregatevene delle pulizie di casa, per esempio, o fatevi aiutare).
  • bisogna allattare nella giusta posizione: da seduta a me ha aiutato il cuscino per allattamento (io ho questo  cuscino allattamento ). Quando siamo a letto invece allatto sempre da sdraiata sul fianco, molto rilassante durante le molte poppate notturne perché a volte in sostanza allatti mentre dormi :p
  • credete nella vostra capacità di allattare. Mamma e bambino sanno esattamente cosa fare, e lo fanno nei loro tempi. Non esistono tempi standard, non fatevi mettere sotto pressione da chi vi sta intorno e anzi, non tenete intorno a voi persone ansiose e/o controproducenti. Non esiste un manuale ed ogni storia è una storia a se.
  • allattare è impegnativo ma è fondamentale per motivi molto importanti, tant’è vero che l’OMS consiglia di allattare almeno fino ai sei mesi e se possibile fino ai due anni. Quello che avviene con l’allattamento  è che passate a vostro figlio anche tutti gli anticorpi di cui ha bisogno. Lo aiutate nella formazione del microbiota intestinale, il quale è, secondo i recenti studi, fondamentale per la non formazione di alcune malattie, allergie etc. Infine, il latte materno è li apposta per il suo cucciolo: la mamma lo produce appositamente, ed esso cambia man mano che passano i giorni, in base alla necessità. Ovvero, il latte materno è SEMPRE la risposta perfetta alla necessità del bambino.

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Vi lascio infine con qualche approfondimento, qualora siate interessati:

allattamento e microbiota ; La leech league ; La mammella dello sponsor

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Mete a 8 mesi

Rainbow Hugs 🙂

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