BAMBINI 👦🏾 E SCREEN TIME 💻 IL NOSTRO PENSIERO 🌀

 

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È passato oramai un anno da quando sono state aggiornate e pubblicate le linee guida dell’OMS riguardanti la sedentarietà nei bambini e una delle sue principali causa ovvero l’utilizzo dello  ”schermo”. È da notare che per “schermo” si intende qualsiasi dispositivo, dalla televisione al proiettore, dal pc allo smartphone, usato per qualunque motivo. Quello che viene analizzato è proprio il gesto dello “stare seduti passivamente” e i suoi effetti sui bambini.

Appena uscite ero andata a studiarmele per unirle alla mia esperienza personale e sviluppare  una linea di pensiero e di azione su questo argomento così importante nelle nostre vite, di adulti e di bambini. Proprio in proposito dello schermo viene raccomandato  Divieto assoluto di restare fermi davanti a uno schermo per i bambini da zero a due anni, mentre dai due ai quattro anni i bimbi non dovrebbero essere mai lasciati per più di un’ora a guardare passivamente lo schermo televisivo o di altro genere, come cellulari e tablet”.

Avevo scritto un post  a proposito delle nostre scelte indicando anche alcuni video adatti ai bambini: a distanza di un anno, con un figlio in più e gli altri un po’ più grandi, rifaccio il punto della situazione e inizio riassumendo il nostro pensiero da genitori di bambini di 7 mesi, due anni e mezzo e qausi quattro.

SCHERMO IL MENO POSSIBILE.

Il nostro pensiero non è cambiato, semmai in un anno abbiamo rafforzato le nostre convinzioni e imparato a gestire meglio questa tecnologia meravigliosa che apre porte sul mondo ma anche potente e  “intrappolante”. È una trappola per i bambini che la guardano (e subiscono la stessa sorte dei grandi) restando ammaliati, immobili, senza esagerare anche dimentichi della fame e della sete, intorpiditi. Ci si può trascorrere ore davanti a una serie o a una fila di cartoni animati e documentari, passare una giornata o una nottata e poi smettere solo perché fanno male gli occhi: di solito ci si sente anchilosati e di umore peggiore. È una trappola anche per i genitori, perché a volte fa comodo avere un parcheggio così efficace: è così comodo che si rischia di renderlo un abitudine, come tutte le comodità. E allora le emergenze possono moltiplicarsi e si propone lo schermo non solo perché si viaggia in aereo, ma anche perché si viaggia in auto, si deve preparare la cena o fare una telefonata, per calmare dopo uno scontro, perché fuori piove… Il lato negativo c’è anche per noi che proponiamo lo schermo perché “dobbiamo fare cose importanti” ed è sempre legato alla passività. Ci adagiamo su questa soluzione, sempre a portata di mano, e smettiamo di inventarci nuove soluzioni. Non vediamo il danno, perché i bambini non diventano ciechi o zoppi o incapaci di muoversi in un giorno o una settimana, e allora ci affidiamo alla soluzione che ci sembra vincente. Ecco questo aspetto, di non abituarci ai nostri figli davanti allo schermo, abbiamo imparato ad averlo sempre più in mente, ma come al solito occorre lavoro su noi stessi per migliorarsi.

Al contempo non è possibile e nemmeno auspicabile isolare completamente le generazioni future dai lati positivi di questa tecnologia che è in grado di trasmettere molta conoscenza ed in modo molto efficace. Chi non ha trovato risposte guardando un documentario, od un film, chi non ha appreso e capito meglio concetti che studiati sui libri erano sempre rimasti un po’ astratti? Chi non si è emozionato davanti allo schermo? E più un figlio cresce, più sono le sue domande, più la sua necessità di risposte aumenta e più “lo schermo” farà parte della sua vita.

Ecco che allora il nostro lavoro, il nostro impegno non sarà nell’escluderlo, nell’isolarlo, ma nel prepararlo a questo “incontri” inevitabili, affinché avvengano all’età più adatta, e con lo spirito più adatto. Poco alla volta, utilizzando al solito il linguaggio onesto delle nostre verità come punto di riferimento, e allineando le nostre azioni alle nostre parole saremo in grado di accompagnare i nostri bimbi anche in questo aspetto della vita.

Per riuscirci nella vita di tutti i giorni è possibile utilizzare alcune accorgimenti:

  • Utilizzare lo schermo solo come ultima risorsa, preferendo giochi in cui al bambino è destinata una parte attiva. Se non è possibile perché si è in viaggio, o il bambino è stanco, utilizzare solo la parte sonora (scurendo lo schermo ad esempio) proponendo musica o “radioracconti”. Noi stessi possiamo registrarci mentre raccontiamo o leggiamo una storia, un racconto di una giornata particolare o mentre descriviamo quanto ci piacciono i nostri figli e perché: saranno sorpresi di sentirlo e felicissimi di ascoltarlo tante volte. Anche un elenco di animali e dei loro versi va benissimo.
  • Tenere sotto controllo i minuti passati davanti allo schermo: da noi raramente si va oltre i 30 minuti. Abbiamo notato che molte delle nostre “faccende importanti” si possono sbrigare in meno di mezz’ora; quando l’urgenza è passata, ricordiamoci del nostro bambino nelle “fauci del lupo” e andiamo a “raccattarlo”. Possono esserci delle difficoltà nel convincere un bambino a smettere di guardare un programma di suo interesse a comando (noi faremmo lo stesso no?). Per evitare uno scontro frontale è più efficace proporre qualcosa di più interessante: noi stessi che iniziamo a giocare entusiasti con uno dei loro giocattoli rappresenta una calamità molto potente.
  • Filtrare i video disponibili: inutile dire che non tutto è adatto, e ancor meno è lodevole. In particolare noi abbiamo bandito i video che possono trasmettere comportamenti violenti nei confronti degli altri o della natura, anche o forse soprattutto a scopo comico. Tom e Jerry, probabilmente tutti i Disney e tantissimi altri: abbiamo notato che dopo averli guardati (per la prima volta a casa dei nonni con i cuginetti quando siamo andati a trovarli…) i loro giochi e comportamenti diventavano più aggressivi e violenti, quindi li abbiamo epurati. Ne abbiamo trovati altri che invece trasmettono rispetto, cura dei più piccoli, apertura verso le differenze, gestione dei conflitti. La pimpa, ad esempio, che viaggia per il mondo e incontra sempre nuovi amici, senza combattere. Stinky&Dirty, un camion spazzatura e una ruspa che cantano “ceeee la puoi fare, a volte si vince a volte no”, pensano a come risolvere i contrattempi che gli capitano, si aiutano fra loro e si sporcano di fango e angurie ammuffite. Minuscule, ideale per gli appassionati di insetti e non, è davvero una meraviglia da vedere! E dei disney, quello che ci piace è Fantasia, quello del 1940, immagini e musica classica, un ottimo modo per far conoscere la musica classica ai bambini.
  • Trasmettere messaggi positivi: se proprio schermo sia, cogliamone il lato migliore, offriamo ai bambini l’incredibile spettacolo di Pacha Mama attraverso filmati e documentari. La barriera corallina, le aurore boreali, le onde dell’oceano, la nascita dalle uova, la metamorfosi da bruco a farfalla, i vulcani, le nuvole, l’aquila, le api, il ciclo dell’acqua, il germogliare di un seme…nel 2020 è facile trovare qualcosa in proposito in rete. I nostri adorano soprattutto la puntata sul mare di Planet Earth e come detto precedentemente il mai vecchio Microcosmos.
  • Parlare ai figli (1): con le parole adatte si può iniziare da subito a raccontare come e perché guardare lo schermo fa male, e cosa invece fa meglio. Raccontare mentre si sta preparando cosa fargli vedere, con calma, funziona meglio che dirlo per farli “smettere di guardare”: in questo caso invece non funziona quasi mai e ha spesso l’effetto di farci perdere la calma.
  • Parlare ai figli (2): accordarsi sulla durata e su cosa guardare prima di iniziare è buona cosa. Per raggiungere un buon accordo teniamo presente la durata dei video a nostra disposizione, e facciamo scegliere al bambino fra tre-quattro pozioni che gli offriamo.
  • Essere di esempio:se siamo noi stessi i primi che passiamo ore davanti allo schermo sarà molto difficile convincere i nostri figli, che un po’ sono i nostri specchi, un po’ imparano per imitazione, a fare tutt’altro. Evitiamo quindi l’utilizzo indiscriminato dello schermo, almeno in loro presenza.

Per quanto riguarda Alma, e in genere i bambini con meno di un anno e mezzo, non mi passa neanche per la testa di parcheggiarla davanti allo schermo insieme ai suoi fratelli. Lo trovo anzi piuttosto un abominio, soprattutto perché i più piccoli possono giocare in pratica con tutto: dai peluche alle costruzioni, con i sonagli o delle scatole, in emergenza perfino con confezioni di plastica scricchiolanti. Nell’Ergobaby, in fascia, in braccio, sul pavimento o nel prato sono le soluzioni che adottiamo, quando i fratelloni guardano qualche video, per evitare la possibilità che Alma venga “catturata” dallo schermo. Tuttavia ho notato che non essendo abituata non è ancora attratta, e quindi è tutto molto più facile.

Le linee guida dell’OMS danno carattere di ufficialità a qualcosa che sapevamo già: dare la possibilità ai bambini di stare all’aria aperta, di correre, saltare, arrampicarsi, giocare con la terra li aiuta a crescere più sani mentalmente e fisicamente. È una nostra responsabilità, ed il modo migliore per portarla è farlo insieme a loro: aiuterà anche noi a “crescere” meglio.

Ribadisco che l’equazione che a noi personalmente ci fa stare meglio, e con la quale ci viviamo più a cuor leggero il tempo concesso davanti allo schermo è : tanto tempo all’aperto in natura o in casa a leggere e giocare e il meno possibile davanti ad uno schermo.

To be continued ➡️

Rainbow Hugs 🌈 16-04-2020

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Una risposta a "BAMBINI 👦🏾 E SCREEN TIME 💻 IL NOSTRO PENSIERO 🌀"

  1. Bellissimo pezzo. Grazie per averlo condiviso e per dare un volto reale ad una idea di pensiero e stile di vita che più va avanti il tempo più sembra solo un sogno.
    Sapere che si può è tanto.

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