COMPORTAMENTI SOCIALMENTE 👫 ACCETTABILI ✅O ASPETTATIVE SOCIALI ðŸ‘…?

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Foto Tania Buccoliero – Pantarei

Cosa definisce l’intelligenza umana? Che cosa ci rende capaci, consapevoli e coscienti? Quali sono le dinamiche che formano una persona? Cosa è importante, cosa ci segna durante il nostro percorso di crescita? Se ce l’avevo in mente già prima, dopo esser diventata madre mi sono resa conto molto meglio di cosa comporti vivere in nome ed in funzione di una società omologata e spesso sbagliata piuttosto che vivere in funzione di ciò che è sano per se stessi, l’ambiente in cui viviamo e le persone che ci circondano. Quando guardo i miei figli, ciò che conta per me è che imparino a ragionare con la propria testa. Poi mi interessa molto che abbiano una intelligenza emotiva, una conoscenza dei sentimenti che li renda capaci di prendere decisioni costruttive per se stessi e gli altri. Come forse avrete letto già in altri miei post, noi cerchiamo di basarci su metodi come il gentle parenting, la comunicazione non violenta, il metodo Steiner-Waldorf e Montessori  e in generale ad un approccio rispettoso e che vede il bambino come una PERSONA con una propria indole e delle proprie competenze, non come una tabula rasa da riempire a proprio piacimento o in nome delle proprie aspettative. E’ un percorso intenso, perché per poter veramente entrare in quest’ottica dobbiamo prima di tutto uscire dai nostri schemi mentali, dai nostri retaggi culturali e dal modo con cui siamo stati educati in passato.

Spesso dai bambini si tende a pretendere una perfezione che non abita nemmeno negli adulti stessi che la chiedono, in quanto banalmente la perfezione non esiste e perché siamo persone, formate dalle esperienze che collezioniamo durante il percorso della vita. Spesso si tende a volere questa perfezione non tanto perché sentiamo che è giusto così, ma perché “si fa così” o “tutti fanno così” o per sentimenti di vergogna, disagio, piuttosto che vanto o appagamento in nome di chi ci sta intorno. Dunque si vorrebbero bambini sempre quieti, ben educati, che salutano tutti a comando, dispensano baci su richiesta, si adattano in fretta agli ambienti, stanno seduti quando glielo ordiniamo e via di questo passo. Se il bambino si ribella, si rifiuta, o addirittura piange ecco allora che è un monello, fa i capricci, non è bravo,etc. Come se noi adulti, quando interagiamo con degli individui nuovi, dispensiamo baci e abbracci o una certa fisicità di contatto; sorrisi e simpatie, e come se noi ci adattassimo sempre bene agli altri…. Ci è assolutamente concesso e nessuno si aspetta questo da un adulto, mentre quando si parla di un bambino pretendiamo che come una marionetta risponda a tutte queste sollecitazioni e pressioni al fine di… al fine di cosa? Di compiacere l’ospite o colui il quale gli sta intorno. Se lo guardate da questa prospettiva vi renderete conto che è certamente un comportamento assurdo.

Interagire con il bambino in modo alternativo è spesso criticato, quantomeno non è supportato e spesso vieni guardato con sospetto da chi ti sta intorno. Confesso che a volte è un po’ faticoso crescere dei figli senza il supporto della società che ci sta intorno, perché, oltre alla fatica di essere e fare il genitore consapevole, c’è anche la fatica di andare contro a chi ti sta intorno. Quindi ci si ritrova a cercare di ragionare con il proprio figlio e/o a trovare alternative in situazioni di conflitto mentre dall’esterno viene proposto di “punire, mettere in castigo” per risolvere tale conflitto. Risposte come “perché lo dico io” , ” devi fare così e basta” etc senza dare l’alternativa al bambino o accettare che abbia una sua volontà sembrano comportamenti normali. E attenzione: fare questo tipo di approccio alternativo NON SIGNIFICA essere dei genitori permessivi, le regole ci sono, ci sono dei limiti, e ci sono le libertà di ognuno che vanno rispettate. La differenza sta nel come il bambino arriva a comprendere questi concetti e al come e perché si ritrova ad attuare un determinato comportamento piuttosto che un altro. E’ un processo di crescita, personale e famigliare, una scoperta di limiti, legami, modi di comunicare etc.

Il concetto va elaborato, con il tanto fatidico ERRORE, mal visto e mal digerito dalla società perché sia mai che sbagliamo, sia  mai che dobbiamo ammettere che siamo creature imperfette, sia mai che dobbiamo ammettere che abbiamo debolezze, cose di cui ci siamo pentiti. Il sentimento della vergogna a fronte del giudizio è sempre li in agguato, perché tutti sono pronti a puntare il dito sugli altri, pochi sono pronti a mettersi in discussione e a mettersi a nudo senza remore. All’atto pratico come funziona questo tipo di approccio? Funziona bene, io i risultati li vedo: quando una cosa è interiorizzata, fa parte della persona. Ma per arrivare a questo processo magari ci si mette un po’ di più, ci vuole più pazienza, bisogna mettersi all’altezza del bambino, bisogna allinearsi con i suoi tempi, la sua volontà, il suo carattere, etc. Però vedo che quando ci prendiamo la briga di spiegare, di chiarire, di abbracciare e rassicurare, ecco, li di solito avviene che il bambino risponde positivamente.

Bisogna dunque valutare bene se i comportamenti che chiediamo ai nostri figli siano in funzione di una sana convivenza in società o se sono figlie di aspettative indotte dal desiderio di volersi omologare a chi ci sta intorno. Mi sono ritrovata in situazioni in cui ho avuto a che fare con persone che hanno interagito con mio figlio con frasi del tipo  ” se mi dai un bacio ti do (un oggetto, regalo, etc)” e di fronte al rifiuto di mio figlio (che questa persona era la prima volta che la vedeva) ha proseguito con ” ah allora non ti do niente che sei cattivo” 😱. Ecco anche questo meccanismo di carota e bastone, spesso usato anche dai genitori può funzionare forse nell’immediato se il bambino da un responso consono alle nostre aspettative (ti do il bacio così mi prendo il regalo) ma veramente possiamo ritenerlo un modello educativo? E la dignità del bambino dove finisce? Il suo libero arbitrio? Certo, se mio figlio non vuole baciare una persona che non conosce, quella persona ci rimane male, ma è un SUO PROBLEMA, una cosa che deve imparare ad elaborare lei e NON mio figlio. Io non vivo in funzione delle aspettative altrui. Io cerco di vivere in funzione di ciò che ritengo sano e giusto per la mia famiglia e le persone, animali, piante ed ambienti in cui vivo (e non vivo).

Di questo genere di comportamenti ce ne sono molti… Per esempio un’altro è l’ossessione a non voler veder piangere un bambino in pubblico. Quante volte ho sentito paragoni: “non piangere, guarda quel bambino non piange e tu si, guarda lui è bravo e tu no… etc”. Oppure “dai non piangere, sei grande adesso, perché piangi che sei grande”; oppure ” non si piange qui, in mezzo alle persone, dai fastidio, non piangere”. Il bambino comunica attraverso il pianto, e in ogni caso se piange significa che ha un disagio. Può anche essere una cosa come “voleva un qualcosa”, un motivo che noi adulti spesso definiamo “capriccio” o similare…Ecco anche li , io credo che dipenda molto da come abbiamo “abituato” questi bambini. Spesso bambini che “pretendono” degli oggetti o delle cose sono bambini che sono stati abituati ad avere delle cose anche in momenti in cui forse era meglio fare delle scelte diverse. In ogni caso, chi se ne frega se un bambino piange? Cioè intendo, non il disinteresse nei confronti del bambino, ma di chi ci sta intorno e dei loro giudizi inutili. Perché quello che dovremmo fare, è fare un bel respiro, armarci di pazienza e per esempio abbracciare nostro figlio. Cercare di capire davvero perché piange, o se già lo sappiamo, spiegargli che comprendiamo il suo disagio ma che in quella situazione purtroppo non può andare diversamente (aka: se piangi perché desideri questa cosa lo comprendo e mi dispiace, ma purtroppo non si può fare diversamente, oggi questa cosa non è proprio possibile averla, posso aiutarti in un altro modo? vuoi un abbraccio? ti racconto una bella storia? ti faccio un po’ di solletico? etc). Vi stupirà come i bambini rispondano – non sempre ma il più delle volte- bene a questo genere di interazione. Certo, ci avrete messo di più, certo vi siete impegnati di più, e si, certo non sempre è possibile perché anche noi genitori siamo umani e la vita è complicata, ma ogni volta che riusciremo a farlo, sarà un grande momento di crescita per tutta la famiglia, e un tassello che aiuterà nostro figlio a modulare il proprio comportamento, attraverso il riconoscimento dei vari tipi di emozioni, nel futuro.

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Quello che mi interessa di più, personalmente, è che mio figlio sappia riconoscere le emozioni. Che sappia cosa sia la gentilezza, sia nel darla che nel riceverla. Che sappia accettare che la vita è fatta anche di momenti difficili, di tristezze e malinconie, ma che questo non rende la vita meno bella. Che abbia un buon rapporto con la natura, che ne conosca l’essenza più pura, i cicli delle stagioni, che conosca il sapore della pioggia, l’odore della terra, la magia delle ali di una farfalla. Mi interessa che sappia accettare con grazia l’imperfezione umana, che gioisca della moltitudine delle persone nelle loro diversità. Che sappia cosa sia la compassione, il rispetto e la generosità. Che conosca la verità su ciò che mangia, sulla fatica e l’impegno che ci vuole a coltivare il cibo, e all’amore che ci vuole per non mangiare altri animali. Che faccia ciò che ritiene giusto, che gusti la propria libertà senza ledere quella altrui, che possa esplorare con gioia e coraggio l’esistenza ed il mondo e le opportunità della vita che gli è concessa. Che non dimentichi mai che l’amore è il motore che muove tutto. Che si ricordi sempre di alzare lo sguardo al cielo. Se poi si sporca di fango le mani, si strappa i vestiti giocando, piange quando ne ha voglia, non saluta proprio tutti come vorrebbero, ha i suoi tempi nell’imparare le cose, o a volte rompe degli oggetti… ecco di questo e di molto altro mi importa poco.

 

Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo. Maria Montessori. 

to be continued ➡️

Rainbow Hugs 🌈 5-12-2019

 

 

 

 

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