ISTRUZIONE 🙋🏼‍ O SCOLARIZZAZIONE 👩🏾‍🎓? LA NOSTRA OPINIONE: LIVING ✨🌏 IS LEARNING 🤓

 

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Come aiutare i propri figli a crescere penso sia il tema che sta più a cuore ad ogni genitore. Quando sono rimasta incinta mi sono subito avvicinata al Gentle Parenting (leggi qui e qui) , e da li mi si è aperto un mondo. Ho iniziato a leggere libri di pedagogia di differenti autori, tra cui Steiner, la Montessori, John Holt, e diversi altri. Quello che più mi balzava all’occhio era che tutti puntavano alla conoscenza esperienzale come strumento di crescita, al rispetto dei tempi del bambino nella sua unicità, al “disprezzo” del voto o del raggiungimento dell’obiettivo come fine stesso del processo di apprendimento, alla gentilezza e al modo di porsi onesto e aperto nei confronti del bambino per citarne solo alcuni. E poi, quando quel bambino si è tramutato da gravidanza a presenza reale nel nostro mondo qua fuori, ho capito BENISSIMO che cosa significavano tutte quelle cose che avevo letto. Il bambino ha una grandissima competenza, innata, spontanea e pura di imparare attraverso ciò che lo circonda, attraverso l’esperienza, l’imitazione e il sentire. In sostanza, e questo continuerà durante tutto l’arco della vita della persona, LIVING IS LEARNING. Non importa quanti libri avrete letto, quali scuole facoltose o non avrete frequentato: la reale conoscenza avviene tramite l’esperienza, ed un concetto non sarà mai del tutto vostro se non lo avrete anche vissuto. E, udite udite, alcuni tra i più grossi insegnamenti li apprendiamo attraverso ” gli errori”. Questi errori mistificati e anche così mal giudicati. Perché forse dovremmo vederli in una prospettiva completamente diversa, soprattutto se in riferimento ai bambini. Dice bene il pedagogo Daniele Novara quando dice:

Il bambino non sbaglia mai. Non ha senso dare i voti (o giudicare-ndr) perchè il bambino non sbaglia. Il bambino è in un processo di apprendimento all’interno di condizioni neuro fisiologiche di immaturità, e quindi continuerà ad inanellare errori fino a che non ci arriverà. ” 

Ricordo che sentire questa affermazione (nel documentario di Figli della libertà che consiglio a tutti di vedere, noi abbiamo avuto la fortuna di conoscere gli autori durante il loro primo documentario, Unlearning e abbiamo presentato il loro secondo a Taranto, vi adoriamo Anna, Lucio e Gaia! ps adesso stanno lavorando ad un progetto fantastico sulla sessualità ) ha radicalmente cambiato il modo in cui vedevo questo aspetto delle cose. Mi sono resa conto di quanto i bambini vengano giudicati, di quanto su di essi vengano proiettate le aspettative dei genitori, di quanto introduciamo la competizione nelle loro esistenze pensando che “emergere” “essere i migliori” “eccellere” in questo e quest’altro sia lo scopo di una degna educazione e di una crescita migliore. Ma lo si fa per loro? O lo si fa per gli adulti? Come dice John Holt, penso sia più vera la seconda:

“Distruggiamo l’amore dell’apprendimento nei bambini, che è così forte quando sono piccoli, incoraggiandoli e costringendoli a lavorare per ricompense meschine e spregevoli, medaglie, trofei o diplomi da appiccicare al muro, o A sulle pagelle o menzioni onorifiche, o per appartenere a gruppi di eccellenza, in breve, per l’ignobile soddisfazione di sentirsi meglio di qualcun altro. “

Madre de dios! Quanto è vero! E’ davvero questo che rende l’essere umano migliore? E’ questo ciò che lo farà diventare un adulto capace, competente, consapevole? Alla luce dello stato della nostra umanità odierna direi di no. Esiste una intelligenza emotiva, fatta del sentire, della capacità di essere empatici, del saper rispettare gli altri, del capire cosa significhi essere liberi, che è la più necessaria di tutte alla convivenza produttiva su questo pianeta. Se abbiamo una intelligenza di nozioni e conoscenze ma pecchiamo in intelligenza emotiva, sarà molto difficile applicare al meglio ciò che sappiamo.

Io non sono contraria alle scuole. Sia ben chiaro , siamo grati che l’istruzione sia accessibile a tutti ed in forma più o meno gratuita (perché diciamocelo, non è che tutte le scuole sono uguali, a tutt’oggi non è ancora la più democratica delle istituzioni). Ma certamente rispetto ad un passato dove solo alcuni privilegiati (per famiglia, sesso, etc) potevano avere accesso allo studio , il presente – quanto meno nel nostro ed altri paesi- è solo un (brutto) ricordo. Detto questo, il problema della scuola attuale è che man mano, come altre cose nel processo evolutivo che ci ha portato “all’era moderna” sia diventata un po’ meccanica, standardizzata e pecca di mancanza di una pedagogia di più ampio respiro, nonché del processo di imparare attraverso l’esperienza. Infine, il processo dei voti è un metodo molto riduttivo e spesso contro producente con cui crescere dei piccoli umani in futuri adulti.

Parliamoci chiaro: cos’è che influisce maggiormente su un essere umano? Direi il proprio vissuto. A parità di studi, esperienze diverse di vita in due soggetti produrranno due persone completamente diverse nel modo di porsi alla vita. Da qui il nostro pensiero che Living is Learning. Inoltre, viviamo tempi in cui si sta perdendo di vista uno dei concetti fondamentali per l’esistenza umana: la biofilia, ovvero l’amore per la Vita. Secondo Erich Fromm “l’essenza dell’uomo risiede in una contraddizione inerente alla stessa esistenza umana: l’uomo fa parte della natura ma allo stesso tempo la trascende, è nella natura ma si sente per così dire una anomalia di questa. L’essere umano si trova così di fronte ad un conflitto a causa della sua autocoscienza, un conflitto che esige una soluzione, una risposta che aiuti l’uomo a superare il senso di separazione dal mondo e a conquistare un senso di unione, di appartenenza e unicità”. Inoltre, da un articolo su Naturalmente leggiamo: “il principio dell’etica biofila è una coscienza della salute per la quale il bene corrisponde a tutto ciò che serve alla vita, al rispetto per essa, cioè ciò che stimola la vita, la crescita e l’espansione; mentre il male è tutto ciò che soffoca la vita, che la angustia. La coscienza della persona biofila non riguarda perciò il trattenersi dal fare del male e costringersi a fare del bene, ma è motivata dall’attrazione per la vita che porta spontaneamente ad avere rispetto di sé, degli altri e di tutti gli esseri viventi. La biofilia, l’amore per la vita, è contagioso quindi per il suo sviluppo è molto importante crescere in un ambiente famigliare nel quale vi sia un contatto caldo e affettuoso con gli altri, e contraddistinto dalla libertà e dall’assenza di minacce, cioè che promuova una crescita e un’armonia interiore attraverso un insegnamento all'”arte di vivere” fatto di esempi più che di prediche. 

Ed è proprio in questo concetto che sta tutto il nostro impegno. Come ho già detto ampiamente nei post precedenti , i figli sono questa grande opportunità di migliorare noi stessi, poiché imparano attraverso l’esempio, più che attraverso i dogmi e le lezioni. Nostra gentile alleata è sempre la natura, fonte madre ed inesauribile di tutte le conoscenze, colei dalla quale tutto è partito e sempre partirà. E così preferiamo parlare attraverso di essa e con essa imparare i concetti del tempo, delle stagioni, del ciclo della vita e la morte; del contare, della fisica, della chimica, e via di questo passo. A nostro avviso i bambini imparano in maniera olistica, e fanno proprio il concetto piuttosto che ripeterlo semplicemente a pappagallo. Cerchiamo inoltre di seguire le inclinazioni naturali e spontanee dei nostri bambini, senza forzarli o imporre loro degli argomenti piuttosto che altri. Per esempio Mete è un amante delle piante, degli insetti e dei numeri. Per cui su questi argomenti cerchiamo di focalizzare il materiale e le discussioni, seguendo la sua spontanea volontà. Rumi è molto interessato al mondo animale in generale, inoltre gli piace moltissimo colorare, dipingere e manipolare in generale. Ovviamente una cosa non esclude un’altra e tutto si può fare, quello che sto dicendo è che invece che farsi prendere dall’ansia da prestazione o dalle proprie aspettative cerchiamo di accogliere quelli che sono tempi e peculiarità dei nostri bambini. Mete parlava già a 14 mesi, a 17 sapeva contare fino a 10, sapeva riconoscere tutti i colori e non utilizzava più il pannolino durante il giorno, a 20 mesi faceva frasi composte da tre parole. Questo perché è la sua propensione. Rumi d’altro canto non sembra molto interessato alla comunicazione verbale, ma sa farsi capire benissimo attraverso i gesti (adesso ha 20 mesi), ha praticamente imparato a nuotare da solo senza che nessuno glielo facesse vedere, è molto abile nel giocare da solo – anche se in linea generale preferisce essere l’ombra di suo fratello, adora gli animali, ha una passione per il mangiare, gli piace dipingere, ballare e in generale è sempre un entusiasta.  Uno è più giusto dell’altro? Per niente. Ognuno è se stesso, nella propria meravigliosa forma.

L’insegnamento non è solo un freddo passaggio di informazioni, ma è una relazione tra due esseri umani, in cui uno è assetato di conoscenza e l’altro è votato a trasmettere tutto il proprio sapere, umano ed intellettuale.

I nostri figli dunque imparano attraverso la vita quotidiana ovvero cucinando insieme, facendo l’orto, osservando i fenomeni intorno a noi oppure perché li coinvolgiamo anche nelle pratiche semplici come le pulizie, la spesa, i viaggi, le relazioni con altre persone. Parliamo a loro di tutto, cerchiamo sempre di spiegare le cose in maniera chiara e senza bugie, dicendo loro la verità anche adattando il linguaggio alla loro età, diamo spazio alla loro fantasia e curiosità. Certamente è un percorso impegnativo, ma per noi è quello che funziona meglio. Per adesso non sappiamo se e quando manderemo i nostri figli a scuola. Se dovessimo sceglierne una però, penso che sceglieremo la scuola Waldorf, del resto qui ne abbiamo una vicina. Ci piace il tipo di pedagogia applicata, ci piace la struttura curata e arredata con materiali naturali, ci piace il fatto che l’arte sia strumento di crescita, ci piace il fatto che i bambini abbiano ampio accesso all’esterno durante tutto l’anno (ivi compreso l’inverno!). Se volete scoprire come funziona una scuola steineriana potete vedere questo video (vi suggerisco di vederlo tutto!). Ci piace fare homeschooling, ci piace l’idea di far parte in maniera attiva del processo di educazione, istruzione e formazione dei nostri figli, ma ci piacerebbe far parte di una comunità che condivida questo percorso, altre famiglie coinvolte in questo processo, e per ora non è così. Per adesso i nostri figli sono piccoli, per cui proseguiamo così, più avanti poi vedremo, tutto è in evoluzione e così anche noi.

Non dimentichiamo infine che attraverso il gioco il bambino impara. Ergo, giocare è un atto serio!

«Il nostro obiettivo: elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere, ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa» Rudolf Steiner 

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To be continued ➡️

Rainbow Hugs 🌈 02-07-2019

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