LA NOSTRA VITA 🌀 E LA SOCIETA’🙆🏿

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Questo post nasce perchè spesso mi fate domande sulle nostre scelte. In particolare mi è stato chiesto: “Come si fa a vivere come voi (naturale e consapevole) in concomitanza con la società? Mi riferisco all’educazione dei bambini, scuola, vaccini, etc. E’ possibile nella nostra società non avere problemi rispettando questo stile di vita?” e così ho pensato di scrivere questo post.

In una società dove il mito della velocità è amplificato al massimo è possibile rallentare?

Nella nostra società in cui la tecnologia e gli spazi artificiali sono propagandati senza sosta, è possibile scegliere di vivere con meno e più all’aperto?

Come si fa a “non mandare i figli a scuola”?

Che conseguenze e implicazioni ci sono nel comportarsi “diversamente” dalla maggioranza? Come si inizia? Come si persevera sulla propria, personalissima strada?

Viviamo in una società comunque libera e quindi abbiamo la possibilità, e il privilegio, di poter scegliere con ampi margini le nostre scelte quotidiane. Quello che chiamiamo società è un insieme di individui di cui noi facciamo parte, noi siamo la società. Volenti o nolenti siamo anche figli della nostra società ovvero ne siamo influenzati, plasmati.

La società è un atto di volontà e non un dato di fatto, o almeno così dovrebbe essere. È sicuramente comodo lasciarsi trascinare dall’inerzia sociale, andare avanti un po’ per sentito dire e abitudine, nella protezione del branco: è comodo ma è soddisfacente? Certamente, se i valori del branco sono anche i nostri. Altrimenti occorre agire diversamente e avere la possibilità di farlo, come per quanto riguarda le scelte sull’educazione dei figli, la scolarizzazione, la propria vita di coppia, la spiritualità, è una conquista così elevata (della nostra società) che per me è quasi un dovere. Noi condividiamo molti aspetti, valori di fondo e comportamenti della nostra società, non ci consideriamo degli outsider, ai confini della società stessa.

Alcune caratteristiche, alcune tendenze proprio invece non le condividiamo: il sentimento che abbiamo quando pensiamo, ad esempio, alla corsa per il successo ad esempio, o alla violenza, alle discriminazioni razziali o di genere, alla mercificazione di tutto, allo sfruttamento animale, alla cementificazione selvaggia, al culto del più forte è più che altro di rammarico: risorse e talenti sprecati, investiti in direzioni che portano a divisioni, imbruttimento di Pachamama e di noi stessi come genere. Le manifestazioni e le proteste sono uno strumento potente, anche se oramai noi siamo poco abituati, per portare cambiamenti nella società: forse abbiamo la pancia troppo piena, e troppo da perdere, e abbiamo già molti dei diritti fondamentali e per questo la nostra voglia di manifestare e metterci in gioco è diminuita rispetto a cinquanta, cento anni fa. Le ultime manifestazioni cui siamo andati come famiglia sono state il Gaypride e i Friday For Future: ci siamo sentiti molto fieri come genitori e i bambini hanno gradito queste “passeggiate” insieme a tanta gente, con cartelli, colori e slogan ad alta voce. Nei giorni precedenti abbiamo preparato i cartelloni, spiegato ai bambini cosa andavamo a fare e perché, e siamo partiti! In questi tempi di coronavirus chissà quando potremo rifarlo , ma siamo pronti, e intanto guardiamo le foto J.

Manifestare è in ogni caso una possibilità, direi la punta dell’iceberg, sommersa ci sta la grande maggioranza delle nostre scelte quotidiane che, seppur non così eclatante, ha un potere molto forte: con le nostre scelte costruiamo la società. Vivere in prima persona un modello che funziona, alternativo al main stream, è per noi il modo migliore di “cambiare” la società. Viverlo insieme ai nostri figli, recependo anche il loro contributo, è ancora meglio.

Per il resto, per le scelte di cui parliamo, non vediamo altre ripercussioni nella società. La comunità, invece, a volte manca. Se la società è l’insieme di tutte le persone del nostro Paese, o continente, e per certi aspetti anche di tutto il mondo, per comunità intendo quel gruppo più ristretto con cui abbiamo effettivamente delle relazioni, con cui comunichiamo, interagiamo, andiamo in conflitto. Spesso la società influenza le nostre scelte fondamentali senza che ce ne accorgiamo, (avere un’auto, utilizzare i soldi, lavorare 8 ore al giorno 5 giorni a settimana…) mentre la comunità ha un rapporto molto più diretto con noi, proprio perché è formata dalle nostre relazioni personali: la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro, il pediatra, i parenti…

È gioco forza che le nostre relazioni e connessioni dipendono dal nostro stile di vita e dalle nostre scelte, per cui ogni volta che cambiamo qualcosa questo si ripercuote sulla nostra comunità, modificandola. Se le nostre scelte sono condivise dalla comunità stessa è probabile che aumenterà il “nostro indice di gradimento” e saremo in qualche modo più accettati, perché per qualche strano fenomeno anche nel ventunesimo secolo il nuovo, il diverso spaventa e il consueto rassicura. Di converso se le nostre scelte sono differenti o addirittura in contrasto la comunità tenderà a prendere le distanze, ad allontanarci ed allontanarsi: non sarà la sola, perché anche noi ci allontaneremo. Facendo scelte diverse si percorrono strade diverse. Non bisogna spaventarsi di questo allontanamento, perché come in ogni cammino lungo il percorso si incontrano nuove persone, nuovi spazi e si intessono nuove relazioni. La nostra comunità, che come tutto è in continuo mutamento, si modificherà (come ha sempre fatto, chi ha la stessa comunità di 20 anni fa?) ma in meglio se il percorso viene scelto perché è più affine a noi, perché viene da quello in cui crediamo. Il risultato sarà incontrare persone che la pensano un po’ più come noi, con cui condividiamo maggiori interessi e visioni della vita. Più la scelta che decidiamo di vivere incide sui fondamentali della vita, più le nuove conoscenze, la nuova comunità e il fatto stesso di vivere le nostre personalissime scelte sarà positivo e corroborante per noi stessi.

C’è anche da notare che quando si fa parte di una minoranza di solito il senso di appartenenza è maggiore, quindi maggiori sono il supporto, l’aiuto: direi che raramente ci si sente soli. Nell’era di internet poi è molto più semplice trovare persone che “la pensano come noi”, che possono ispirarci e con cui possiamo entrare in contatto e avere quella spintarella per fare il primo passo. Può darsi che ci siamo periodi in cui “fisicamente” si hanno poche persone da frequentare ma sarà solo una fase. In ogni caso una cosa fondamentale è questa: se vuoi una società diversa, sta a TE cambiarla. Potrai certamente manifestare, cercare di “convincere gli altri”con discorsi e altro, ma l’unica cosa reale che puoi fare è cambiare tu stesso e attraverso il tuo esempio lanciare dei semini anche a chi ti sta intorno. Non sta a te ne ne hai facoltà di cambiare il percorso altrui, ognuno cambia quando può e vuole cambiare. Ma l’esempio è una voce molto forte, più delle parole restano le azioni, che hanno un impatto tangibile e visibile. Sulla domanda che mi è stata fatta ” come si fa a vivere come voi (naturale e consapevole) in concomitanza con la società, io dico: primo, è un percorso in essere. Non abbiamo tutte le risposte e non siamo scevri da cose che vorremmo migliorare. Vivere in natura non sarà mai una cosa che sarà sbagliata, perchè noi SIAMO natura, la natura è alla base delle nostre esistenze e senza di esse non potremmo nemmeno essere qui. Dunque una relazione più vera e costante con essa secondo me non può che far bene nel percorso di crescita di ogni essere umano (e nei bambini è parte fondamentale per il loro sviluppo, fisico e psichico). Poi ogni tanto leggo degli articoli su degli studi che si prendono la briga di dirci che “passare del tempo in natura, o camminare sull’erba” ci aiuta a vivere meglio, cancellare lo stress etc… ma buongiorno!! Davvero abbiamo bisogno di leggerlo per capirlo? Siamo messi un po’ male. Un’altro aspetto per me fondamentale è che sono stufa di delegare. In questa società tendiamo a delegare aspetti fondamentali come per esempio la nascita e l’educazione dei nostri figli ad altre persone… ci siamo creati l’alibi del “tempo di qualità” ma è una grande frottola che ci aiuta nel nostro quotidiano fatto di lavoro e impegni che ci rendono la vita un calendario pieno di tante cose spesso inutili . Invece il tempo è quantità. Perché il tempo è l’unica moneta che per me conta. La mia vita, che è unica e speciale, è fatta di tempo. Un tempo che è reale nel presente, che forse ci sarà nel futuro ma che certamente non ripeterà più quello andato. E dunque non posso e non voglio rimandare quello che voglio fare adesso, e vedere crescere i miei figli negli anni della loro infanzia (che passa tra l’altro alla velocità della luce) è un tempo di radici e meraviglia che sono tanto grata di vivere. Preferisco lavorare e sforzarmi di avere i soldi per poter stare con i bambini che non comprarmi la macchina che ha come slogan “drive the future”. Non mi interessa conformarmi con gli altri, quando il mio pensiero è lontano dal loro. Non mi interessa il giudizio, perchè negli anni ho imparato che il giudizio è una forma di ignoranza e di mancanza in chi lo fa, non certo in chi lo subisce. E se sarà il caso mi batterò affinché il giudizio non sia fonte di sofferenza per me o per i miei figli, perchè quello si chiama bullismo ed è sempre sbagliato. Pur non condividendo il “drive the future” non è che passo la mia esistenza a giudicare chi la compra, per farvi capire il concetto. Sulla scuola penso di esser grata che vi sia la possibilità di studiare in maniera gratuita e pubblica ma ciò non toglie che le cose evolvono, dunque forse il metodo che viene utilizzato si potrebbe rivedere, per esempio il voto e il giudizio non mi piacciono, così come non mi piace che non si dia ascolto alle individualità e ai tempi dei bambini. Siccome una cosa oggi la reputiamo giusta, non significa che non possiamo capire che sia sbagliata un domani o quantomeno migliorata e dunque cambiata.

Io non mi sento rappresentata dalla società delle necessità, dall’apparire, dal essere sempre in competizione con qualcun altro, dalla società in cui la pelle, l’orientamento sessuale, il lavoro che faccio determinano la mia accettazione o meno; tutte queste e molte altre sono aspetti fondamentali per l’esistenza della nostra specie in maniera pacifica e costruttiva sul nostro Pianeta insieme a tutte le altre creature che la co abitano. Non posso più accettare lo spreco di risorse, energie e talenti nell’inventare armi, veleni, barriere, e in generale cose dannose quando con le stesse risorse, energie e talenti potremmo costruire ed inventare cose meravigliose, sostenibili e significative. L’uomo si vanta sempre di essere diverso dagli altri animali poichè possiede l’intelletto, ma questo intelletto viene spesso, troppo spesso, usato malissimo. Io non voglio che la mia vita sia motivata dal grande dio che da troppo tempo regna nei cuori degli uomini: il dio denaro, l’avidità, la brama di potere.

Alla domanda “E’ possibile nella nostra società non avere problemi rispettando questo stile di vita?” io rispondo si, perchè prima di tutto devo rispettare me stessa e ciò in cui credo. Io desidero un mondo che si esprima attraverso l’arte; un mondo dove il cibo sia fonte di benessere e non malessere (nostro e delle vittime che vengono mangiate); desidero un mondo dove le diversità non spaventano ma sono fonte di crescita; che quando c’è un conflitto ci si riesca a guardare negli occhi e discuterne, elaborando e trovando un punto d’incontro, un compromesso, una soluzione. Forse per tanti questa è utopia. Io dico che è un modo nuovo di vedere e pensare alla Vita, ad una vita futura priva di sofferenza e miserie, e se non vi piace l’idea di un mondo più pacifico dedito a cose più “divertenti” e piacevoli… forse potreste iniziare chiedendovi perchè :). Sono cosciente che non vedrò i risultati di tutto questo, ma scelgo di fare parte dell’onda del cambiamento, aiutando i miei figli a costruire una visione diversa, di modo che anche loro possano proseguire (se vorranno) il percorso di crescita e cambiamento nel mondo.

You may say , I’m a dreamer, but I’m not the only one… Imagine all the People…. living Life in Peace.

To be continued ➡️

Rainbow Hugs 🌈 29-05-2020

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