NEWS DI UNA FAMIGLIA 👨‍👨‍👧‍👧 RIFIUTI (QUASI) ZERO ♻️ E MINIMALISTA 🌀

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C’è un azione più terribile del gettare via del cibo ancora buono? Lo spreco alimentare è veramente uno schiaffo a tutti coloro che ogni giorno soffrono la fame (OGNI MINUTO NEL MONDO 5 BAMBINI MUOIONO DI FAME ) e sono una rappresentazione di quanto la nostra società del benessere sia fondata su dei criteri insostenibili. “Secondo un recente studio condotto dalla FAO, tra l’agosto del 2010 ed il gennaio del 2011, intitolato Global Food Losses and Food Waste, ogni anno, nel mondo, vengono sprecati circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo di cui l’80% ancora consumabile.Di questo miliardo, 222 milioni sono le tonnellate di cibo che vengono sprecate nei Paesi industrializzati: una cifra che, da sola, sarebbe sufficiente a sfamare l’intera popolazione dell’Africa Subsahariana.” Non so a voi, ma queste parole sono un pugno nello stomaco. Come possiamo pensare di vivere così? Come madre e come famiglia il tema del cibo è un tema centrale nella nostra esistenza. Motore che ha spinto i grandi cambiamenti nella mia vita, è il perno attorno a cui tutto ruota.

Uno degli argomenti di cui vorrei parlarvi oggi sono le date di scadenza. Confesso che prima di conoscere Matteo ero una di quelle che si atteneva alla lettura della data di scadenza e.. .e punto. Nel senso che arrivata la data ciao e arrivederci. Nella mia mente esistevano le parole malattia, botulino, etc. Invece poi grazie al cielo ho imparato che non esiste una scienza esatta e che bisogna sempre mettere il naso nelle cose. Quindi apriamo le confezioni e verifichiamo. Il cibo di solito è molto sincero: se non è più buono da mangiare, te lo fa capire in maniera chiara 🙊. Per mia esperienza posso dirvi che nel 97% dei casi il cibo è ancora buono. E in base ai casi lo è anche di molti giorni dopo. Volete sapere come nascono le date di scadenza? Ecco allora leggete qui . La stessa cosa vale anche per prodotti cosmetici, per esempio creme ancora confezionate ma scadute: apriamole, annusiamole e valutiamo. Non necessariamente se scaduta non sarà più buona.

Un po’ questa cosa delle scadenze nasce per proteggerci, un po’ perchè c’è l’abitudine a pensare che tanto si ha tutto e sempre. Un po’ per motivazioni economiche fa comodo a chi produce, un po’ per motivazioni di lassismo del pensiero fa comodo a chi consuma. Non preoccuparci di pensare con una visione un po’ più ampia e solo al nostro orto ci fa commettere degli errori che hanno delle conseguenze devastanti per tutti. Nell’ottica di questo atteggiamento, pensiamo anche all’obsolescenza programmata: già il fatto che esista secondo me è assurdo, andrebbe vietata. E invece con questa obsolescenza si mantengono attive le fabbriche, si producono milioni di oggetti dalla durata breve e dalla qualità scarsa, e si mantiene viva la sensazione che abbiamo sempre bisogno di qualcosa. Inoltre si mantengono i prezzi bassi, e quindi le persone sono propense a comprare un oggetto nuovo a fronte di uno rotto, perchè tanto chi te lo fa fare di riparare?

Ma alle discariche ci pensate? E alle risorse che sono state impiegate per produrre a questo oggetto? Nel 2013 nel mio vecchio blog della Tana dell’Orto insieme a Matteo avevamo scritto un post sul LCA, che è il Life Cycle Assestment. In parole povere l’analisi del ciclo vita, ovvero  è un metodo strutturato e standardizzato a livello internazionale che permette di quantificare i potenziali impatti sull’ambiente e sulla salute umana associati a un bene o servizio, a partire dal rispettivo consumo di risorse e dalle emissioni. E’ un concetto che negli anni mi ha aiutata tantissimo quando si tratta di scegliere se e cosa comprare. Pensare a tutta la vita di quell’oggetto, dove è stato prodotto, come, con che risorse e materie, la possibile durata etc mi fa capire se quell’oggetto “merita” di essere comprato o meno. Certo, non sempre si riesce ad essere virtuosi, ma se riusciamo a tenere a mente questo pensiero, sicuramente riusciremo a fare meno scelte poco sostenibili.

Perchè una cosa ve la posso dire: diverso è possibile!!! La fuori ci sono tantissime aziende, talenti e persone che si impegnano ogni giorno per trovare soluzioni intelligenti ed ecologiche. E vedere l’ingegno umano impiegato per produrre positività invece che armi, guerre, prodotti inquinanti, etc è un sollievo e un faro di speranza. Le risorse ci sono, manca una potente volontà di fondo. E, quella, sta a NOI. La legge del mercato è semplice. La domanda crea la risposta. A volta si, la risposta crea la domanda attraverso una pratica di “induzione”, ma se noi siamo centrati e coscienti, la regola è che la DOMANDA crea la RISPOSTA. E dobbiamo essere sempre attenti, perchè oggi è vero che tanti fanno prodotti eco, ma tanti anche fanno greenwashing, cioè apparentemente sono sostenibili ma non lo sono nella realtà, e fanno leva sui nostri buoni propositi per venderci i loro prodotti. Come quando McMerda ops scusate McDonalds ha deciso di cambiare il colore del proprio logo da rosso a verde….. UNA BARZELLETTA direi! Oltre alla questione etica della carne e degli animali, sappiamo che è fonte di inquinamento e non sostenibilità.

Lo so, a volte sembra difficile districarsi tra tutte queste cose. Ma io vi dico: siate minimalisti. Più la vostra vita sarà semplice (che non significa non ricca) più sarà facile evitare a monte tante di queste cose. Per i punti chiave sono:

  • comprare sfuso quanto più possibile
  • comprare SOLO ciò che davvero ci serve (sia di cibo che oggetti)
  • cercare sempre di riparare gli oggetti, i vestiti, etc
  • se si rompe un oggetto, valutare per primo l’acquisto di uno usato, se non lo trovate allora valutare uno nuovo, scegliendo il più possibile “eticamente”
  • premiare le aziende che sono DAVVERO virtuose: spendendo meno in cose inutili, potremo spendere qualche euro in più per prodotti etici
  • cercare di coltivare parte del proprio cibo, in base alle proprie possibilità logistiche: se sei in appartamento pianta una piantina di basilico sul davanzale, se hai un giardino dedica qualche mq a una pianta di pomodoro o ciò che ti piace
  • diffondi le pratiche di buona vita: non giudicare gli altri ma piuttosto cerca di essere un esempio positivo. Se le persone si sentono attaccate non saranno propense a seguire una pratica, anche se virtuosa. E poi chi siamo noi per giudicare? Possiamo solo lavorare su noi stessi!
  • informiamoci, sempre e tanto!
  • se siamo genitori, coinvolgiamo sempre i bambini e spieghiamo loro queste cose: loro sono gli abitanti del futuro, coloro i quali abiteranno il pianeta negli anni a venire. Diamogli strumenti per comportarsi diversamente da come ci siamo comportati noi per ridurci così.
  • aiutiamo le associazioni che si occupano di salvaguardare l’ambiente, partecipando a raccolte fondi o meglio ancora scendendo in campo e riqualificando aree sporche o deturpate dall’inquinamento.
  • bandiamo la plastica quanto più possibile dalla nostra vita, ma scegliendo con intelligenza.
  • adattiamo le nostre scelte al nostro contesto e alle nostre risorse, non esiste un modus operandi valido per tutti, ognuno trovi il proprio equilibrio, non c’è giusto o sbagliato ma solo un percorso in essere.

Infine, vi lascio con alcuni nuovi prodotti che abbiamo provato e stiamo usando di cui siamo innamorati! Uno tra tutti è questo detersivo low waste. A parte il packaging e il formato che sono super sostenibili, il suo pregio più grande è che lava benissimo! Io lo uso per i vestiti, poi auto produco il detersivo per lenzuola, asciugamani etc e per i pannolini uso un po’ l’autoprodotto oppure le noci saponine. Poi come dentifricio adesso stiamo usando questo meraviglioso mix di oli. La confezione è in plastica vegetale, le scritto sono fatte con inchiostri vegetali e il packaging con cui vengono spediti i prodotti sono tutti super low waste (cartone, riempitivi di mais biodegradabili e compostabili, carta riciclata, scotch in carta e colla di caucciù). Di fatto sono così colpita da questa azienda che ho deciso di diventare ambassador, parlandovi dei prodotti che mi piacciono di più e che usiamo. Come vi dicevo c’è l’olio e poi altro pezzo forte è il sapone. Come sapete non compriamo più i docciaschiuma ma usiamo i saponi, molto più sostenibili. Questo vi arriva in una confezione super eco: una piccola salviettina di cotone biologico che potete usare in mille modi (io per esempio al posto delle microfibre per pulire casa e anche per i cambi pannolino di AlmaLuna). Sempre per il cambio di Alma Luna, quando siamo in giro usiamo questo, perchè mi risulta più pratico dello spruzzino che mi portavo in giro prima. E’ un ottima alternativa per adulti e bambini alle inquinantissime salviettine usa e getta. Poi un altro prodotto che stiamo usando sono gli spazzolini in bio plastica con testina sostituibile della Lamazuna, mentre per i bambini continuiamo ad usare quelli in bamboo.

Un altro grande cambiamento è stato l’acido citrico, che già usavamo per produrre l’ammorbidente ma che adesso abbiamo sostituito in toto all’aceto. E perchè vi direte voi? ehh… perchè l’aceto …ta daaaa inquina! Ssisiisiiii! Pensate che felicità noi che abbiamo un piccolo vigneto e ci volevamo autoprodurre aceto a km0… purtroppo l’aceto inquina l’acqua. L’acido citrico dal suo lato richiede un processo industriale… però alla fine ci è sembrato il compromesso migliore. Dunque adesso ho fatto degli spruzzini con acido citrico, olio essenziale di tea tree e arancia o lavanda e con questi pulisco piani cottura, piani cucina, tavolo, vetri delle finestre, i sanitari del bagno, la doccia, insomma praticamente tutto tranne pavimenti in legno, per il quale usiamo acqua e il liquido che autoproduco di noci saponine e olio essenziale di tea tree e citronella.

Infine, vorrei dire che per quanto mi riguarda resto dell’idea che il settore dove c’è più packaging inquinante e dove è facile cadere nella plastica è il cibo. E poi si vive di compromessi e bisogna saper danzare sulle possibilità, in base al sentire. Per esempio io ho la possibilità di comprare parecchie cose sfuse e a km zero ma non bio, e scelgo quelle (noci, mandorle, ceci, etc). A volte invece scelgo di comprare degli yogurt (di soia) nelle loro confezioni di plastica perchè sono in scadenza e in offerta e piuttosto che pensare che buttano via la plastica E il cibo…. lo prendo. Insomma, si cerca di essere virtuosi vivendo la propria coerenza e le proprie possibilità, creando un proprio equilibrio. Una cosa è più giusta di un altra? Non penso! In un caso o in un altro siamo tutti in balia di compromessi e scelte diverse. L’importante io credo è SAPERE, PENSARE e AGIRE.

Mio post con autoproduzione

Pagina dove ho segnato alcuni prodotti che mi piacciono

Nel blog trovate diversi altri articoli sullo zero waste, come questo

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To be continued ➡️

Rainbow Hugs 🌈 5-06-2020

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