AD ESEMPIO A ME PIACE IL SUD ☀️

Probabilmente è stato a prima vista, perché, si sa, basta lo sguardo e una combinazione di ormoni favorevoli, ma posso comunque raccontarvi il momento esatto in cui mi sono innamorata di Matteo. E’ stato mentre parlavamo durante un pranzo insieme, ormai diventati il  nostro rito per annusarci a vicenda. Non ricordo cosa ho detto io, o quale fosse il discorso che stavamo facendo, ma ricordo le sue parole, quelle le ricordo perfettamente ed erano : “ si, bisogna vivere al mare. Io mi sono promesso che entro i 30 anni sarei andato a vivere al mare”. La questione non era solo il mare in sé, anche se in effetti quello fu uno dei punti più vincenti.. ma fu anche la volontà di esser pronto a fare un cambiamento radicale, di volersi muovere, di voler andare in un posto nuovo, di voler viaggiare. Sapete, io ho un animo piuttosto nomade, la stanzialità mi ammuffisce l’animo dopo un po’. E così, un paio di anni dopo, ci ritroviamo a fare quello che per molti è una follia. Emigriamo al sud. In un mondo, o quantomeno un Italia, in cui tutti si spostano al nord noi invece facciamo il percorso opposto. In una sera di agosto carichiamo un furgone e la nostra auto con i nostri averi , insieme a tanti sogni e tante speranze, per fare il viaggio verso quella terra di sole e vento che siamo andati a vedere solo quindici giorni prima quando dovevamo scegliere la casa dove saremmo andati a vivere. 

La cosa che ricordo di più, è il fatto che tutti ci dicessero che eravamo pazzi. E la cosa più assurda è che tutti questi consigli di non andare non venivano da persone del nord, ma da persone che erano migrate al nord anni prima , e, come solo la vita sa rendere tutto incredibile, erano tutti pugliesi. Ho sempre trovato strano come spesso quelli che se ne vanno hanno questa tendenza a denigrare o a ricordare solo gli aspetti negativi del luogo che hanno lasciato…anche mio padre fa così, quando parla della Sicilia, eppur io so che in cuor suo in realtà gli manca molto e probabilmente avrebbe voluto che le cose fossero andate diversamente. Noi comunque siamo partiti, e ricordo ancora dopo una notte di viaggio con 2 cani e 4 gatti, l’arrivo poco dopo l’alba a Taranto, accolti da un muro di scirocco umido e caldo come solo lui sa essere. La prima settimana passata a preparare la grande casa che avevamo preso, con lo scopo di portare avanti un progetto sociale, La Tana dell’Orto: nata sulle rive del fiume Trebbia, mentre viaggiamo in moto sugli appennini, prendeva nuova vita in Puglia, sul mare Ionio. Correva l’agosto 2012, ed eccoci qui oggi, nel 2020, nella campagna salentina, con tre figli nati tutti in questa terra. 

Ma come si vive al sud? Quali differenze con il nord? 

Voglio iniziare dicendovi cosa mi piace. Mi piace il sole, le ore di luce, mi piace il clima gentile che fa crescere le insalate anche a gennaio. Mi piace che qui è tutto governato dai venti, che vengono da ogni direzione, ognuno con il suo carico di profumi, temperature, cambiamento. Mi piace il mare, specialmente in inverno quando se non c’è vento ti puoi spogliare nelle ore più calde e sognare l’estate; mi piace in primavera, quando l’oro della sabbia fa da sfondo al verde croccante della macchia mediterranea e il timo e la malva sono in fiore e accendono tutto di vita, insieme al ronzare delle api e dei bombi. Mi piace il profumo di salmastro, mi piace il frangersi delle onde e l’orizzonte ampio. Mi piacciono gli ulivi centenari, ma adoro i pini mediterranei.

 Mi piace che ci sono le nuvole giganti che corrono basse, tipo Messico e nuvole, nuvole di tutte le forme e consistenze, immense e maestose, altre piccole e in formazione, mi regalano una gioia che non so nemmeno spiegare. Mi piace che ci sono i boschi di querce, così fitti, così scuri, così diversi dai boschi che conoscevo prima, e che ospitano così tanti uccelli dai canti radiosi. Mi piace che dall’autunno alla primavera a casa nostra viene a vivere il pettirosso, e che il falco vola sopra il nostro terreno, e le gazze con il loro gracchiare a sonagli riempiono l’aria della giornata. Mi piacciono le cicale assordanti nelle giornate di canicola estiva, mi piace che non manca mai il canto dei grilli e il canto della civetta. Mi piace che quando andiamo a comprare il cibo, la prima opzione è il mercato, dove ci sono i banchetti di chi il cibo lo coltiva qui in zona (magari non proprio come vorremmo noi ma non si può avere tutto) e mi piace che tante cose sono locali: le mandorle, le noci, i ceci, i pinoli, le olive, i capperi, le verdure, la frutta. 

Mi piace che in base alla stagione trovi quello che la terra offre, con così tanta varietà ed abbondanza. Mi piace che qui ci sono i pomodori d’inverno, intesi non che crescono ma che c’è una varietà che metti appesa in estate e dura tutto l’inverno, insieme alle conserve fatte. Mi piace che qui ancora tante persone mangiano erbe selvatiche, come la paparina, oppure che in generale esistono piatti geniali come il pure di fave e cicoria o i ciceri e tria. Mi piace che si mangiano quei legumi un po’ dimenticati come le fave e le cicerchie, mi piace che ci sono non so quante varietà di cetrioli che poi sono meloni che poi sono cetrioli :P. Mi piace che facciamo due ore di strada e siamo in montagna, nel Parco del Pollino o sulle Dolomiti Lucane, posti meravigliosi e solitari, tranquilli e così magici. Mi piace che nel nostro mare, il mar Jonio, nuotano i delfini ( e non vi dico cosa ho provato a vederli, seppur a distanza, un giorno di mare con onde mentre dalla spiaggia guardavo l’orizzonte con la mia amica più cara) insieme alle tartarughe, che depongono le loro uova proprio vicino a dove andiamo a nuotare noi, e questa cosa mi commuove.

Mi piacciono le varietà infinite di farfalle che svolazzano nella nostra campagna e al mare. Mi piace che anche in inverno ci sono i fiori nei prati, e seppur tanti alberi sono spogli, c’è l’erba verde e rigogliosa anche a gennaio. Mi piace che quando meno te lo aspetti arriva una super nevicata e ti ritrovi con tutto bianco, ma grazie al cielo dopo due giorni non c’è più nulla. Mi piace che una mattina qualunque di primavera stai viaggiando un po’ sulla costa e con i tuoi figli vedi volare uno stormo di fenicotteri rosa, contro l’azzurro del cielo e il blu del mare. Mi piace che c’è una bassa densità di popolazione, e questo significa di conseguenza che c’è poca urbanizzazione. Mi piace che non ci sono diecimila centri commerciali.

 Mi piace che la sera nei paesi, d’estate, trovi ancora le persone sedute fuori di casa a chiacchierare tra di loro. Mi piace che in generale c’è uno spirito di accoglienza, una propensione al contatto umano, al salutarsi, a parlarsi e anche aiutarsi anche se si è sconosciuti. Mi piace che in qualsiasi bar tu vada, l’acqua viene offerta sempre e gratuitamente, perché è un bene fondamentale a cui hanno diritto tutti. Mi piace che c’è tanta storia, tanta cultura, tanti palazzi e monumenti e castelli e rovine che parlano di civiltà antiche e ti passaggi di ere. 

Quello che non mi piace… al primo posto c’è l’immondizia. I rifiuti, i più disparati , a bordo strada. I mucchi di sacchi e residui gettati in ogni dove nel mezzo delle campagne. Gli ulivi centenari violentati con la spazzatura dentro le loro cavità. Immagini che ti spezzano il cuore. In generale, c’è un po’ di mancanza di senso civico, di amore per il proprio territorio, di voler tenere e curare l’immensa fortuna che si spiega sotto i propri piedi. Non mi piacciono le strade dissestate, sempre e ovunque, piene di buche e rattoppate male. Non mi piace che alle rotatorie le persone sono un po’ un confuse su chi ha la precedenza, e in generale si va un po’ facilmente di clacson.

Non mi piace che il pedone debba lottare per aver il diritto di poter attraversare, anche sulle strisce pedonali. Non mi piace che molti siti archeologici o beni culturali non siano ben curati e non vi si abbia accesso, perché quella o tale giunta comunale non ha i fondi per potersi permettere di tenere aperti tali luoghi. Non mi piace che ogni comune non abbia una degna biblioteca dove far affluire i propri cittadini e soprattutto quelli del futuro, cioè i bambini.

Non è molto lungo l’elenco dei non mi piace, perché, se così non fosse, probabilmente non vivremmo qui. Penso che il nord sia più fortunato per certi aspetti, uno su tutto le possibilità di lavoro, e se non c’è quello è difficile per le persone rimanere e valorizzare il proprio territorio. Ma non voglio in questo post entrare nel merito di aspetti così complessi su cui potremmo discutere a lungo.

Certamente ogni luogo è legato alle proprie esperienze e certamente ogni luogo ha i suoi pro e i suoi contro. 

Noi volevamo mostrare una piccola finestra su quella che è stata la nostra esperienza in questa terra conosciuta ai più per le spiagge estive, ma che, come tutto il sud, ha molto da offrire e merita di poter fiorire al meglio delle proprie possibilità. 

Lu sule ci te ite, te scarfa.

Il Sole se ti vede, ti riscalda.

Cantava bene Rino :

Ad esempio a me piace la strada
Col verde bruciato, magari sul tardi
Macchie più scure senza rugiada
Coi fichi d’India e le spine dei cardi

Ma come fare non so
Si devo dirlo ma a chi
Se mai qualcuno capirà
Sarà senz’altro un altro come me

Rainbow Hugs 🌈 2-ottobre- 2020

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