IL NOSTRO CORPO ☯️: LA SESSUALITÀ’ SPIEGATA AI BAMBINI 🐣

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Questo post inizia con il racconto scritto da papà Matteo.

“Posso toccarmi il pisello?

I suoi occhioni sono tenerissimi nella trepidazione per l’imminente risposta; ci sento anche una punta di quell’incertezza e insicurezza e imbarazzo tipiche di quando ti metti a nudo con qualcuno di cui ti importa.

Certo che puoi, è il tuo. Ma prima laviamo le manine.

Rispondo e sono entusiasta nel vedere il lampo di gioia nei suoi occhi nocciola brillante. Mentre andiamo in bagno, Mete mi domanda:

E perché e perché me lo tocco? É bello che me lo tocco?

E qui sento assai la responsabilità della risposta, come se con le prossime mie parole decidessi della vita sessuale, del rapporto col proprio corpo e di tutta la sfera erotico affettiva (temi così importanti per il benessere di un essere vivente) di questo mio caro figlio, delicato germoglio d’uomo.

La mia testa l’ha imparato che molto più di un singolo episodio sono efficaci mille ripetizioni, ma la pancia più sintonizzata sul presente lo sa che ognuna di queste mille è importante, e questa è in effetti una di quelle: è giusto toccarsi il pene? È bene permetterlo ad un bambino di tre anni?

Il mio passato cattolico in parte storce il naso e l’educazione tradizionale italiana anche, mentre le mie attuali convinzioni no. In quei secondi in cui penso cosa rispondere, sentendo tutta la responsabilità della risposta mi concentro per sintetizzare con onestà e semplicità il mio pensiero a riguardo:

Io credo che ti tocchi il pisello perché sei curioso di scoprire il tuo corpo, e probabilmente toccarlo è anche piacevole. Com’è? 

Voglio accoglierlo e coinvolgerlo, e mi mi nutro del suo volto in attesa che si apre di felicità.

Mmmm…..sì, piacevole. Sento come,…sento come…caldo … alla pancia. Come un solletico.

Siamo al lavandino intanto, ci laviamo le mani.

Eh si perché il pene è speciale, è capace di farci provare delle sensazioni piacevoli. È un po’ delicato anche e per questo spesso lo teniamo nascosto nelle mutandine. E poi è una parte molto intima, hai visto come sta proprio in centro al nostro corpo? Il pisello è comunque il tuo, come le mani e le gambe, e se hai voglia di toccarlo va bene. Tutti si toccano il pene, anche i papà, anche il tuo papà.

Nel frattempo gli ho fatto anche il bidet, e come un razzo pista nella sua camera, nell’intimità che desidera per scoprirsi e conoscersi fisicamente e spiritualmente.

La mia intenzione era di infondergli fiducia nella sua curiosità, per accogliere queste spinte e queste voglie così personali e profonde eppure così universali, con la naturalezza necessaria.

Quando, dopo cinque minuti, ritorna soddisfatto per indossare il pigiamino, la sua allegria e i suoi occhi limpidi mi fanno ben sperare.”

Nel processo di crescita di ogni individuo, la sessualità è un tema centrale: del resto, dal sesso noi nasciamo. Il nostro corpo è uno splendido strumento, un tempio dove dimora la nostra anima, il mezzo attraverso il quale la natura ci fa vivere in sensazioni la nostra esistenza. Nel corso della storia dell’uomo, spesso a causa delle religioni, sempre e comunque a causa dell’ignoranza, questo nostro corpo è stato nascosto, messo in silenzio, tacciato di vergogna e di colpevolezza, creando dunque, di conseguenza, una ottusità emotiva ed una serie di danni collaterali che rendono l’umanità ancora lontana dalla sua migliore forma esistenziale. La sessualità va affrontata con serenità e preparazione, in tutte le fasi dell’esistenza di un essere umano, dunque anche dei bambini. In Italia questo tema è spesso un problema, e non vi è ancora una cultura “dell’insegnamento” come invece esiste- serenamente e con proficui risultati- in altri paesi come Olanda, Germania, Scandinavia, etc a casa e nelle scuole (da noi accadono cose assurde come queste  😳 invece qui e qui potete leggere cosa succede nel resto d’Europa).

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Come in tutte le cose della nostra vita di genitori, anche in questo caso abbiamo deciso di usare la carta della verità, con i nostri figli. Uno dei primi passi è stato quello di parlare a Mete della gravidanza di Rumi, in maniera semplice ed adatta a lui abbiamo spiegato che il papà e la mamma si volevano bene, che un semino è stato messo in un uovo e che da li ha iniziato a formarsi il fratellino (e Mete prima di lui). Abbiamo anche spiegato che nasceva uscendo dalla mamma, e Mete ha assistito al parto di Rumi. Per molte persone questo potrà essere assurdo, ma per me non lo è. Mete ha visto la VITA, la potenza della donna, ha visto l’evento più incredibile che possa accadere, la nascita di un nuovo essere, e non vi è nulla di negativo in questo, solo grande amore e conoscenza attraverso l’esperienza. Ho utilizzato anche questo libro che ho trovato al negozio dell’usato, un po’ vecchiotto ma comunque ha fatto il suo dovere (e lo sta facendo ancora adesso con Rumi e Mete in procinto di conoscere la loro sorellina).

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Man mano che Mete cresce, nascono le domande, sul perché siamo diversi e quali sono le diversità: per esempio perché io ho la vagina e lui ha il pene è quella più in auge al momento. Noi ci siamo aiutati con questo libro (che ci è molto piaciuto) e in generale rispondiamo con onestà e semplicità  alle sue domande. Perchè come agiremo adesso, influenzerà il futuro, ed io vorrei tanto che i miei figli si fidassero di me in futuro, più che adesso che è “più semplice che avvenga”: vorrei che un domani, di fronte a problemi, dubbi, esperienze, si sentissero liberi di confidarsi e di aprirsi anche con me e il loro papà, che si sentano supportati in qualsiasi ambito della loro vita, non costretti a nascondersi o a rifugiarsi nel silenzio o nel solo conforto di qualcun altro.

“La sessualità non è solo un fatto naturale, è anche e soprattutto un fatto culturale, e come tale chiama in gioco le relazioni tra gli individui, va a toccare il mondo delle emozioni e delle conoscenze. I genitori e gli adulti hanno spesso scelto il silenzio su questo argomento, senza considerare che il silenzio è esso stesso un modo di comunicare che, proprio per il fatto che ” di sessualità non si può parlare”, crea censure e tabù e condiziona in senso negativo i processi di crescita. Approfittando del silenzio degli adulti, prendono voce, al contrario, i cento messaggi del mondo esterno, che facilmente passa contenuti e informazioni sbagliate, paurose o straordinarie. Parlare di sessualità, invece, consente agli adulti di dare buone informazioni e di aiutare i ragazzi a inserire la sessualità nel progetto di vita, come progetto di benessere. Abbiamo pensato di iniziare il Programma di educazione sessuale partendo dai piccolissimi perché l’informazione è utile in ogni momento della crescita, e perché offrire strumenti di conoscenza adeguati all’età consente di creare un “terreno” culturale favorevole e pronto ad accogliere successive informazioni via via più approfondite. Nei bambini il corpo è lo strumento privilegiato nella loro conoscenza del mondo, e un sereno e aperto confronto con le emozioni e le sensazioni che esso produce è il presupposto per costruire un’affettività e una socialità positive anche per il futuro.” tratto dal libro Educazione sessuale. 

Per rispettare gli altri bisogna prima di tutto rispettare se stessi, e questo processo passa anche attraverso l’amore per il proprio corpo. Soprattutto in questa società dell’immagine, dove l’apparenza conta più della sostanza, è bene invece andare a fondo e tenere l’essenziale bene in mente, lavorare su quello, e portarlo con costanza e naturalezza nella vita dei nostri bambini. Il colore della pelle, il tipo di gender a cui appartiene una persona, le diversità fisiche sono temi importantissimi e centrali nella costruzione del rispetto nell’animo di un essere umano, e la sessualità determina un tassello importante in questo.

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Un’altra scelta che abbiamo fatto è quella di dare il giusto il nome alle cose. Quando vogliamo spiegare ad un bambino cosa è un orecchio, lo chiamiamo orecchio, quando vogliamo spiegare cosa è un ginocchio lo chiamiamo ginocchio, etc, mentre, quando si parla di organi sessuali si scelgono parole come pisellino, pistolino, farfallina, fiorellino.. etc. Non credo proprio sia una scelta fatta per adattare il linguaggio al bambino, è più per una questione di tabù che non si scelgono le definizioni (scientifiche, by the way) di tali parti anatomiche: pene, scroto, vagina, vulva. No panic, its organic! A volte usiamo anche pisello, ma in generale abbiamo spiegato con i termini corretti e Mete ha dunque proprietà di linguaggio anche in quello.

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E oltre all’aspetto fisico, troviamo importante insegnare ai nostri figli l’importanza degli abbracci, delle carezze, della gentilezza fisica oltre che verbale; cercando di trasmettere loro una serenità nel ricevere e dare senza vergogna nella comunicazione non verbale. Così come di rispettare l’opposto: la non voglia di ricevere l’abbraccio, un bacio o una carezza in determinati stati d’animo. In generale troviamo importante l’accoglimento e la realizzazione di ogni sentimento ed emozione, perché nulla è sbagliato, al massimo è solo mal compreso o omesso; nostro scopo invece dare voce a tutte le emozioni, spiegando e cercando di far ragionare il bambino stesso sul perché di una emozione piuttosto che un’altra.

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Il nostro è un cammino in essere, Mete ha da poco compiuto i tre anni, Rumi ha 18 mesi e soprattutto tra poco arriverà una bambina! Sono molto grata perché ritengo che proprio nell’educazione dei miei figli maschi risieda un grande potenziale: il potenziale di una generazione di futuri Uomini rispettosi di tutte le creature, delle donne, delle minoranze; uomini che non avranno paura della propria emotività e che non si sentiranno in obbligo di dover dimostrare di esser “forti” se non nello spirito e nel cuore. Uomini che sapranno scegliere empatia, rispetto e amore nelle decisioni, spesso difficili, che ogni essere umano si ritrova a fare nel suo cammino. E alla mia bimba insegnerò che il “sesso forte” o il “sesso debole” non esiste: ognuno di noi ha un potenziale enorme, donna o uomo che sia, con le proprie, meravigliose peculiarità, che potrà fare qualunque cosa desidera, e che la bellezza della donna è la realtà di ognuna di noi, non quella propinata e omologata nell’industria della moda e delle riviste. Ma questo è un capitolo a parte, ne parlerò quando sarà il momento. To be continued ➡️

“Non muovere mai l’anima senza il corpo, né il corpo senza l’anima, affinché difendendosi l’uno con l’altra, queste due parti mantengano il loro equilibrio e la loro salute.” Platone

“Vorrei precisare che noi non dobbiamo dire la verità per convincere quelli che non la conoscono, ma per difendere quelli che la conoscono.” William Blake

Rainbow Hugs 🌈 22-05-2019

 

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