BAMBINI E L’AMORE PER IL CIBO

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MATTEO E METE A 9 MESI IN CUCINA

Il miglior modo per far amare il cibo a tuo figlio… è farglielo conoscere. A casa nostra l’alimentazione è un punto focale. Molte cose ruotano intorno ai pasti e il cibo è quotidianamente un argomento di conversazione. Ma non si tratta solo di parole, il cibo da noi è anche autoproduzione- che sia l’orto o la farina di mandorle- e preparazione di ogni pasto o spuntino. Penso che il modo migliore per far apprezzare il cibo ai bambini sia prima di tutto condividerlo, nel senso di non propinare ai bambini un cibo “alieno” e diverso da quello del resto della famiglia, motivo per cui l’autosvezzamento per noi ha funzionato benissimo (vedi articolo dedicato ). Implicitamente l’autosvezzamento implica che tutta la famiglia mangi sano… è quindi un ottimo modo per avvicinarsi ad una cucina più naturale per coloro che ancora indulgono in cibi malsani ;).

Altra cosa è cercare di coinvolgere il bambino nella preparazione, anche quando ci sembra troppo piccolo per carpire ciò che gli stiamo dicendo (per esempio 4-5-6 mesi) facendogli annusare i cibi e/o gli ingredienti, raccontandoglieli, facendoglieli toccare. Quando Mete era proprio un nano lo infilavo nell’Ergobaby e preparavo le cose, oppure lo mettevo seduto sul bancone della cucina e lui mi guardava preparare oppure interagiva con gli ingredienti (questo prima che gattonasse). Con il baby carrier è ovviamente una scelta vincente anche per avere le mani libere e poter preparare quando il bambino richiede comunque la vicinanza al genitore ;).

Una carta vincente è sicuramente l’entusiasmo. Cerchiamo sempre di coinvolgere Mete in maniera positiva, propositiva ed allegra alle nostre attività in generale, comprese quelle in cucina. Ci vuole passione e allegria, i bambini si nutrono di energie positive. E’ quindi con entusiasmo che il suo papà gli ha costruito una learning tower con materiale di riciclo (vecchie assi che avevamo) e che io ho poi colorato con delle vernici naturali che ci sono avanzate dai lavori di ristrutturazione della casa. La learning tower è fantastica! Hai il bambino ad altezza piano di lavoro e può interagire con te in modo autonomo ed interattivo. A Mete è subito piaciuta! L’abbiamo utilizzata ancor prima che fosse capace di camminare, verso i dieci mesi. E così fare smoothie, creme, e in generale preparazioni culinarie è stato molto divertente! Ovviamente ci vuole un po’ di pazienza e non bisogna avere fretta 😉 .

Ed è con entusiasmo che prepariamo, serviamo e mangiamo il nostro cibo, assaporando tutta la bontà che una alimentazione vegan può portare, con tutti i suoi colori, sapori ed odori. Mete ama le spezie, la frutta, gli smoothie, gli estratti, ma anche tofu, riso, pasta (GF), ceci, lenticchie…. e sono sicura che in parte sia dovuto al fatto che ci ha sempre visto cucinare e mangiare le stesse cose che abbiamo dato a lui. Il cibo non è una cosa che gli arriva da un vasetto di vetro o da un frigo del supermercato, e tantomeno è una cosa che gli arriva ad un certo punto sulla tavola. Non dico sempre perchè non è così, ma la maggior parte delle volte mi-ci vede preparare il cibo, cucinarlo ed infine portarlo in tavola. E infatti lui è curioso, attento e soprattutto… un bravo assaggiatore! :p

Mete ha sempre accesso al cibo, sia da un punto di vista visivo (soprattutto in autunno-primavera ed inverno mettiamo la nostra frutta e le nostre verdure sul bancone della cucina) sia da un punto di vista fisico: il frigo che abbiamo è un vecchio frigo ereditato dalla nonna di Matteo a cui abbiamo dato una seconda (o forse terza? ) vita ridipingendolo. Essendo un frigo così vecchio è piccolo e basso…. un frigo per nani, perfetto per Mete 🙂 . E lui ne ha presto scoperto l’esistenza e fa fede al soprannome che gli abbiamo dato – Mete l’autonomo-  rifornendosi liberamente da esso -_-  .

Io voglio raccontare il cibo a mio figlio, gli spiegherò sempre meglio da dove viene, che cos’è , cosa comporta, il prezzo che ha in termini ambientali e morali, e via dicendo. E questo vale anche per ciò che NON mangiamo, gli racconterò cosa- o meglio chi– è la carne, il latte, le uova, gli spiegherò cosa comporta scegliere di cibarsi di essi. Non gli negherò la verità. I bambini sono esseri umani a tutti gli effetti, che vanno supportati e “guidati”, ma non vanno presi in giro, non bisogna mentire. Meritano la verità, meritano di sapere, meritano di scegliere a loro volta. Non so dove ci porterà questa linea di pensiero nell’educazione di Mete… è un work in progress e vi aggiornerò strada facendo!

Una cosa la so: la compassione fa parte del nostro animo, e il nostro palato è puro se non lo inquiniamo e non lo rendiamo assuefatto da cibo non consapevole.

Palati consapevoli, palati amorevoli. La prima rivoluzione avviene nel piatto. Tutto il resto vien da se.

Rainbow Hug

 

 

 

 

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