ZERO WASTE – MINIMALIST LIFE (NO PLASTIC!)

ZERO WASTE, ECOLOGIA, NO PLASTICA, ANTIPLASTICA, SOSTENIBILE, FAMIGLIA, VEGAN, COSCIENZA, PLASTICA, MATERIALI NATURALI, BAMBOO, ECO, PRODOTTI, ESPERIENZA

Siamo nell’era della plastica, il dio della vita usa e getta.  Questo stile di vita insostenibile sta già dando i suoi risultati… Quando andiamo al mare per esempio è una strage, detriti, immondizia e plastica ovunque (OLTRE 5,3 MILIARDI DI PEZZI DI PLASTICA GALLEGGIANO NEI MARI, LE CORRENTI FORMANO ISOLE DI RIFIUTI, DETTE GYRE, GRANDI COME CONTINENTI: SOLO QUELLA DEL NORD PACIFICO è GRANDE 34 VOLTE LA SUPERFICIE DI OLANDA, FRANCIA E SPAGNA MESSE INSIEME. OGNI ANNO NEGLI OCEANI VENGONO RIVERSATI 8 MILIONI DI TONNELLATE DI RIFIUTI  PLASTICI NON DEGRADABILI, SIGNIFICA CHE RESTERANNO GALLEGGIARE E RILASCIARE MOLECOLE TOSSICHE PER SEMPRE.SE ANDIAMO AVANTI COSI’ NEL 2050 CI SARA’ PIU’ PLASTICA CHE PESCI). Non facciamo però l’errore di pensare che la differenza la faccia il non buttare in giro i nostri rifiuti- o che i colpevoli di tale scempio siano solo appunto i delinquenti che gettano i propri rifiuti ovunque: certamente è una pratica da evitare, ma il punto principale, quello che può davvero cambiare le cose è… cambiare stile di vita, perchè la plastica che vediamo in spiaggia… l’abbiamo messa li PROPRIO NOI! Così come lo smettere di nutrirsi di cibi animali è un “risveglio” che avviene tramite una connessione mentale, lo smettere di comprare, utilizzare e propagare la piaga della plastica lo è in eguale modo. Se è vero che riciclare è un ottima cosa, il riutilizzo è meglio. E meglio ancora è: utilizzare solo il necessario, scegliendo bene quello che utilizziamo.

Da un paio d’anni la mia lotta è quella alla plastica, e piano piano sto facendo un percorso verso un minimalismo che sta portando dei vantaggi non indifferenti da molti punti di vista, poiché possedere meno oggetti ti da spazio interiore. (Se non lo avete ancora letto potete leggere questo post precedente)

Cerco quindi di comprare il più possibile sfuso, ed evito i sacchetti anche se biodegradabili per frutta e verdura. Un anno fa mi sono cucita  delle sacche di cotone alle quali ho poi aggiunto l’acquisto di queste buste e queste sacche a rete di cotone. Con queste sacche compro frutta, verdura, semi, legumi, pane, etc. Noi siamo fortunati perchè dove viviamo esistono dei mercati settimanali con delle bancarelle ricche di quanto sopra, ma per chi vive in città o in luoghi dove questo non sia possibile ci si può attrezzare attraverso un “builk store” ovvero i negozi dello sfuso (in Italia è possibile trovarli nel circuito del biologico, e poi anche attraverso i GAS si può acquistare sfuso o a imballaggio eco… ). Se compro prodotti da supermercato (dove ormai andiamo pochissimo, optiamo il più possibile per prodotti in contenitori di vetro o latta.

Una plastica che ancora uso ma che almeno è riutilizzabile è quella dei sacchetti per freezer (che uso anche quando compro la chia sfusa per esempio), li ho presi da Ikea e si possono lavare e riutilizzare più volte (li uso sostanzialmente per le banane e altro in freezer).Per il resto ho eliminato gradualmente i cosiddetti tupperware con contenitori di vetro. Ricordiamoci che microparticelle di plastica a contatto con il cibo vengono sempre rilasciate e quindi finiscono nel nostro organismo.  Avete letto questa inchiesta sulla plastica che gira nell’acqua (e quindi di nei nostri corpi)? Ecco qui : Tutta la plastica che beviamo.

Per andare in giro mi sono procurata delle Coconut Bowls (cocco e bamboo sono la “plastica” del futuro, completamente sostenibile e biodegradabile) e già avevamo le posate in bamboo da un anno. Sono comodissime per il food on the go e abbinata ad una borraccia come questa e i barattoli di vetro con dentro il cibo provvederanno alle nostre necessità ovunque saremo (noi li abbiamo anche usati in viaggi in aereo per es. vedi questo post). Esistono inoltre delle comodissime ed ecologiche bentobox, in acciaio come queste o in ecomateriali come queste. Insomma, nessuna scusa per portare in giro cibo plastic free e per evitare di acquistare cannucce e cibo in contenitori usa e getta. (Noi abbiamo le cannucce riutilizzabili in bamboo, e poi ricordiamoci del cibo più comodo di sempre: frutta con “contenitori” naturali come banane, mele, pere, arance….

Per quanto riguarda l’igiene personale e la cura della persona, forse avrete già letto il mio post sui pannolini lavabili per quanto riguarda i bambini… oltre a quello ci sono le soluzioni per le mestruazioni, come la mooncup (che ho usato per più di dieci anni) e gli assorbenti lavabili (ho scelto questi perchè aiutano l’ambiente e le persone attraverso progetti di microeconomia solidale). Per quanto riguarda il dentifricio già da molti anni stavamo usando soprattutto quello della Weleda (e a volte quello della Argital), che non è in un tubo di plastica ma metallico, però lo switch è stato autoprodurre il proprio dentifricio: risparmi, è buono, e utilizzi infinite volte un vasetto di vetro (la ricetta del nostro dentifricio è: 3 cucchiai di argilla verde o bianca- 1/2 cucchiaino di bicarbonato (non lo mettiamo sempre) – 1 cucchiaio di olio di cocco- 1-2 cucchiai di acqua, 4 gocce di olio essenziale tea tree (serve a disinfettare il cavo orale), 7-8 gocce olio essenziale salvia- gli olii sono a vostra scelta, a noi piaceva così) da utilizzare con uno spazzolino di bamboo. Per la doccia, l’igiene intima e per le mani da anni utilizzavamo ricariche come questa e sicuramente riducono l’impatto ambientale, ma volendo prendere una posizione più decisa abbiamo optato per dei saponi, possibilmente di piccole filiere. Lo shampoo è stata una grande questione e ho trovato questo bellissimo sapone solido, che è anche pratico per viaggiare (e lo puoi infilare qui, evitando la plastica e comprando da questa piccola filiera meravigliosa che produce queste bustine in tessuto eco, stampato a mano con colori ecofriendly ). Al posto del balsamo utilizzo un po’ di olio di macadamia o di cocco, da mettere sui capelli tamponati dopo averli lavati. Per il resto ho eliminato i trucchi da un bel po’ (circa 3 anni) e per la cura della mia pelle utilizzo un olio di argan per il viso (in confezione di vetro, cioè questo ) e olio di mandorla, di cocco o di sesamo per il corpo (comprando quelli alimentari che vanno benissimo e sono in confezioni di vetro). Come deodorante sto utilizzando ancora uno in plastica ma almeno è plastica 100% vegetale e biodegradabile.

Per l’igiene della casa utilizziamo questi prodotti: per i piatti e il detersivo lavatrice le eco confezioni di greenatural da 5 lt (di plastica c’è solo il tappo erogatore il resto è cartone e una sacca metallica). Nella lavatrice alterno anche le noci del sapone ,dipende dal tipo di bucato, perchè le noci funzionano benissimo ma non a 30° (lavaggio che utilizzo spesso per l’abbigliamento). Per il resto utilizziamo  l’alleato di sempre: il bicarbonato. Come spugne per lavare le stoviglie e quant’altro utilizziamo luffa e fibra di cocco, e microfibra di cotone da riutilizzare. (per autoprodurre detersivi ecologici potete utilizzare il libro della cara Marta Albè “la mia casa ecopulita” )

Essendo mamma e avendo a cuore il futuro dei miei figli, i giochi sono uno degli argomenti clou. Prima di tutto, sticks and stones sono il meglio, ovvero regaliamo quanto più tempo possibile ai nostri figli in natura, avranno a disposizione infiniti giochi ed infinite meraviglie da scoprire e utilizzare… Per il resto, i giochi di legno sono i nostri preferiti! Abbiamo coinvolto anche le nostre famiglie chiedendo e spiegando il perchè preferiamo giochi sostenibili o i sempre amati libri. E così anche da loro sono arrivati questi regali! Per Mete e Rumi dunque, giocattoli in legno, o giochi e libri di cartone riciclato con eco inchiostri (questi ). Tra poco Mete compirà due anni, e per il suo compleanno abbiamo scelto dei fantastici giochi da spiaggia in Algoblend, un materiale completamente naturale che deriva dalle alghe bretoni , e una palla in gomma naturale anallergica. E’ meglio investire qualche euro in più , scegliere meno giochi e dare sostegno ad aziende virtuose che aiutano il pianeta e l’economia sana. Sui giochi mi fermo qui, a breve un post completamente dedicato a questo argomento 😉 .

Infine, un altro piccolo esempio dei nostri sforzi zero waste, l’albero di natale. L’anno scorso per la prima volta dopo molti anni ho festeggiato il natale, perchè i miei bambini mi hanno fatto ritornare la magia nel cuore. Ma volevo che il natale rappresentasse calore e consapevolezza, e così io e Matteo abbiamo costruito un albero di legno, e con Mete ho fatto le decorazioni, molto semplici, fette di arancia essiccata, palle di spago, bastoncini di cannella, e qualche decorazione l’abbiamo presa alla bancarella della scuola steineriana di Manduria. L’effetto è stato sorprendente e non credo mi sia mai piaciuto così tanto l’albero di Natale!

Il nostro è un cammino lungo, siamo lontani dalla meta, ma nel mondo il movimento zerowaste sta crescendo di giorno in giorno, persone di tutte le nazioni che cercano di minimizzare il proprio impatto sulla terra per evitare il disastro a cui, inevitabilmente, andremo incontro se continueremo a mettere la testa sotto la sabbia.

Vi lascio con un progetto positivo, che dimostra quanto se si vuole, possiamo cambiare le cose.

Se volete partecipare a progetti come questo seguite Sea Sheperd Puglia, che organizza regolarmente raccolte rifiuti sulle coste della Puglia. Nel 2012 io e Matteo avevamo fondato il gruppo Rifiuta il Rifiuto, con il quale abbiamo fatto diverse raccolte in spiaggia fino al 2015, quando poi ci siamo spostati in campagna. E’ veramente un grande lavoro di Karma Yoga. E ogni volta che andate al mare, non abbiate timore di raccogliere l’immondizia che vedete in giro ;).

Potete firmare queste petizioni:

Fermiamo produzione e abbandono plastica usa e getta 

Solo materiali biodegradabili!

Qualche approfondimento:

L’età della plastica 

Microplastica mare 

Minimalism: a documentary about the important things 

Tutte le verità passano attraverso tre stadi. Primo: vengono ridicolizzate, secondo: vengono violentemente contestate, terzo: vengono accettate dandole come evidenti.
– Arthur Schopenhauer

To be continued 🙂

Rainbow Hug

 

 

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